161/3 - Lo scambio delle ratifiche del Trattato di Saint-Germain

In previsione dell'imminente scambio delle ratifiche del Trattato di pace di Saint-Germain con l'Austria, fissato per il 16 luglio 1920, l'Ambasciatore italiano a Parigi, Bonin Longare, chiedeva al Ministro degli Esteri, Sforza, in Belgio alla Conferenza di Spa, di fargli pervenire al più presto lo strumento di ratifica italiano. Appena ricevuto da Roma il documento, Bonin Longare lo inviava a Spa perché Sforza lo controfirmasse. Ma poiché il R.D. 6 ottobre 1919 n. 1804, che approvava il Trattato di pace di Saint-Germain [1] , non era stato convertito in legge, il Presidente del Consiglio, Giolitti, riteneva che non si potesse procedere allo scambio delle ratifiche in assenza dell'approvazione parlamentare. Il 14 luglio 1920, infatti, il Segretario Generale del Ministero degli Esteri, Contarini, informava Sforza che

«S.E. Presidente Consiglio ritiene che Regio Governo debba subordinare [...] scambio ratifiche trattato Saint-Germain all'approvazione del Parlamento. Si riserva prendere accordo con V.E. appena sarà di ritorno per la presentazione del Trattato alla Camera Deputati». (Contarini a Sforza, Roma, 14 luglio 1920, h. 11.50, ASE, Conf. 33-1)

Sforza replicava nei seguenti termini:

«Ratifica Trattato che certo avrebbe dovuto avvenire per legge fu fatta per decreto-legge. [...] Riterrei dunque che non resti se non la conversione in legge, ma mi sembra opportuno che questa conversione come quella pel Trattato colla Germania [2] avvenga in periodo più favorevole per ragioni ben note a V.E. e che comunque al mio prossimo ritorno le sottoporrei». (Sforza a Giolitti, Spa, 14 luglio 1920, h. 23.45, ibidem)

Il giorno seguente, Contarini informava Sforza che Giolitti gli aveva telegrafato quanto segue:

«Non si può fare annessione se non dopo che decreto sia convertito in legge altrimenti si viola articolo quinto statuto [3] . Presidente Consiglio mi ha verbalmente aggiunto che sotto questo punto di vista esiste una differenza tra il trattato di St. Germain e quello di Versailles in quanto lo statuto dice: "I trattati che importano un onere alle finanze o variazioni di territori dello Stato, non avranno effetto se non dopo ottenuto assenso delle Camere". Il trattato di Versailles non importa alcun onere finanziario o una variazione dei territori dello Stato». (Contarini a Sforza, Roma, 15 luglio 1920, h. 21.29, ibidem)

Il R.D. 6 ottobre 1919 n. 1804 veniva convertito in L. 26 settembre 1920 n. 1322 [4] .

Note

[1] Testo in Leggi e Decreti, 1919, p. 3855.
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[2] Per i testi del R.D. 6 ottobre 1919 n. 1803, relativo all'approvazione del Trattato di pace di Versailles, e della Legge di conversione 10 luglio 1925 n. 1632, vedi appendice, p....
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[3] Per il testo dell'articolo citato vedi nota...
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[4] Per il testo, vedi appendice, p....
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