239/3 - Il Protocollo preliminare di Tirana

Il 2 agosto 1920, il Governo italiano concludeva segretamente a Tirana con il Governo albanese il Protocollo preliminare, in base al quale si impegnava a rimpatriare le truppe italiane dislocate a Valona e nel resto dell'Albania, eccezion fatta per l'isola di Saseno [1] . Si poneva, quindi, il problema se comunicare o meno il Protocollo di Tirana agli Alleati, con i quali erano in corso trattative per le frontiere albanesi e per il riconoscimento degli speciali interessi italiani. Il 27 giugno 1921, il Ministro degli Esteri, Sforza, così telegrafava all'Ambasciatore italiano a Parigi, Bonin Longare:

«Ella potrà dichiarare detto accordo non ha contenuto politico, dovette essere concluso col Governo di fatto albanese per regolare questioni derivanti da rimpatrio nostre truppe da Valona in conseguenza smobilitazione. Regio Governo considera perciò accordo abbia nei riguardi degli alleati semplice carattere di res inter alios acta e quindi nessuna portata internazionale, ritengo perciò inopportuno darne comunicazione ad evitare anche dubbi circa immutata situazione internazionale quale era prima della nostra dichiarazione indipendenza Albania». (Sforza a Bonin Longare, Roma, 27 giugno 1921, h. 23.00, ASE, CP, 12)

La questione della notificazione agli Alleati del Protocollo di Tirana veniva nuovamente sollevata dopo la firma, il 12 novembre 1920, del Trattato di Rapallo con il Regno serbo-croato-sloveno [2] . Un comunicato dell'Agenzia Reuter del 25 agosto 1921 affermava infatti che l'Italia non poteva pretendere legittimamente l'attribuzione dell'isola di Saseno, secondo il Patto di Londra, proprio per aver firmato il Trattato di Rapallo. Il 31 agosto 1921, il nuovo Ministro degli Esteri, Tomasi della Torretta, inviava all'Ambasciatore italiano a Londra, De Martino, le seguenti istruzioni:

«Sarà bene porre nettamente in chiaro che trattato di Rapallo non ha alcun rapporto con la questione albanese in generale e con quella di Saseno in particolare. La situazione diplomatica tra l'Italia e gli alleati a riguardo dell'Albania permane tuttora quella contemplata dal patto di Londra e dalle discussioni seguite all'armistizio. L'Italia nonostante posizione di preminenza riconosciutale dagli alleati in Albania ha preso spontaneamente iniziativa di costituire stato albanese indipendente, però in attesa che detto stato si realizzi e consolidi non rinunzia ai formali impegni assunti dagli alleati a suo riguardo circa Albania. E' in forza di tali impegni che Italia conserva possesso di Saseno unico punto strategico a cui abbiamo ristretto nostra difesa nel basso Adriatico per favorire integrità territoriale Albania ed a cui non possiamo rinunziare sia che stato albanese si faccia sia che non si faccia. Protocollo Tirana non riguarda alleati ma Italia ed Albania che con esso intesero regolare questioni derivanti da rimpatrio nostre truppe da Albania in seguito smobilitazione epperò intendiamo che protocollo Tirana non ha alcun valore a modificare situazione diplomatica con alleati. Detto accordo all'articolo 2 dice: "Governo italiano per dare prova dei suoi sentimenti di rispetto della sovranità albanese su Valona e della integrità territoriale dell'Albania farà rimpatriare le truppe italiane attualmente dislocate a Valona e suo litorale e nel resto dell'Albania eccezione fatta per l'isola di Saseno". Questa stipulazione rimane di base per regolare questione Saseno unicamente tra noi e gli Albanesi. Nei riguardi degli alleati ripeto possesso italiano di Saseno è giuridicamente fondato sul patto di Londra e perciò riteniamo che tale possesso non possa essere messo menomamente in discussione senza far cosa contraria ai nostri rapporti di alleanza e di cordiale amicizia». (Tomasi della Torretta a De Martino, Roma, 31 agosto 1921, h 24.00, ASE, P 1919-30, 714)

Il Protocollo non veniva quindi comunicato agli Alleati, mentre la questione albanese veniva risolta dalla Conferenza degli Ambasciatori il 9 novembre 1921, con la firma della Decisione sulle frontiere albanesi e l'entrata in vigore della Dichiarazione sugli interessi speciali dell'Italia in Albania già adottata, come progetto, nella seduta del 28 settembre 1921 [3] .

Note

[1] Il testo del Protocollo di Tirana del 2 agosto 1920 è allegato a Sforza a Giolitti e Bonomi, Roma, 7 agosto 1920, s.h., ASE, P 1919-30, 690.
[Torna al testo]

[2] Testo in Trattati e Convenzioni, v. XXVI, pp. 775-782.
[Torna al testo]

[3] vedi anche: 460/3 - Lo statuto dell'Albania; 1202/3 - Gli interessi speciali dell'Italia in Albania;
[Torna al testo]