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444/3 - Il Governo albanese di Turkhan Pascià
Il 15 dicembre 1918 si riuniva a Durazzo l'Assemblea nazionale albanese, che proclamava un governo provvisorio presieduto da Turkhan Pascià [1] . Pochi giorni dopo, il Ministro degli Esteri, Sonnino, trasmetteva all'Ambasciatore italiano a Londra, Imperiali, le istruzioni inviate al Comandante delle truppe italiane di occupazione in Albania, Generale Piacentini, invitandolo ad informare il Governo britannico circa la posizione italiana nei confronti del Governo provvisorio di Turkhan Pascià. Il 31 dicembre 1918, Imperiali comunicava al Ministro degli Esteri britannico, Curzon, il seguente promemoria:
«Il Governo del Re è stato informato che numerosi notabili albanesi, provenienti da tutte le province dell'Albania, riunitisi in assemblea a Durazzo nell'intento di esprimere le aspirazioni nazionali loro, dopo una lunga e vivace discussione, hanno finito per deliberare la costituzione di un governo provvisorio sotto la presidenza di Turkhan Pascià. Sono state subito impartite istruzioni al Generale Piacentini di notificare all'assemblea stessa che il Regio Governo la previene che l'assetto definitivo dell'Albania dipenderà dalle deliberazioni della Conferenza per la Pace, e che, pertanto, nulla può essere fatto a pregiudizio delle deliberazioni stesse. Ciò premesso, e riservandosi di prendere in esame i rapporti di fatto e di diritto fra le Autorità Italiane ed il nuovo organo quando se ne conoscerà la composizione ed i propositi, e sempre che la sua azione sia per svolgersi in forma legale e corretta, il Governo del Re non ha difficoltà a riconoscergli fin da ora il diritto a rendersi interprete delle aspirazioni nazionali albanesi». (Imperiali a Curzon, Londra, 31 dicembre 1918, ASE, R Londra, 468)
Nel prendere atto di tale comunicazione, Curzon rispondeva a Imperiali, il 10 gennaio 1919, nei seguenti termini:
«His Majesty's Government have taken note of this communication, but cannot themselves accord any form of recognition to the Provisional Goverment, and trust that the Italian authorities will not permit it to exercise any administrative powers, at least in those territories, such as Northern Epirus, which lie outside the limits of the autonomous Albanian State recognized by the Treaty of London of April 1915 [2] ». (Curzon a Imperiali, Londra, 10 gennaio 1919, all. a Imperiali a Sonnino, Londra, 11 gennaio 1919, ibidem)
La questione dello status del Governo provvisorio albanese si riproponeva in seno alla Conferenza della pace, quando, nel febbraio 1919, veniva istituita una commissione per lo studio delle rivendicazioni territoriali della Grecia. Nell'aprire i lavori della Commissione, infatti, il Presidente Cambon comunicava che sarebbero stati ammessi a parlare «les délégués de la Grèce ou de l'Epire». Il Delegato italiano, De Martino, osservava al riguardo:
«Je suppose que les Albanais désireront également être convoqués». (Commission des Affaires helléniques, Parigi, 12 febbraio 1919, ASE, CPA, 357)
Alla risposta di Cambon, secondo la quale non era pervenuta alcuna richiesta in tal senso, De Martino sottolineava quanto segue:
«Le Gouvernement italien nous a informé qu'il était dans l'intention du gouvernement provisoire albanais, dont les représentants sont en ce moment à Paris, d'intervenir devant vous et d'exposer ses demandes. Nous devrons, en réalité, donner accès auprès de nous à tous les intéressés qui le demanderont, qu'il s'agisse d'Albanais, de Thraces, d'Epirotes, de Bulgares, de Turcs de l'Asie Mineure». (ibidem)
Poiché la Delegazione albanese chiedeva di essere ricevuta, il Delegato statunitense, Day, si esprimeva favorevolmente, ricordando che la Commissione aveva deciso di ammettere la Delegazione greca ad esporre il suo punto di vista. Il Delegato francese, Laroche, replicava che
«There is no official Albanian Delegation and there is no recognized Albanian Government. It is true that a Government de facto exists, but it has no official character and cannot be put on the same footing as the Greek Government» (Committee for the Study of Territorial Questions Relating to Greece, Parigi, 26 febbraio 1919, ibidem)
Riferendosi a Turkhan Pascià, Cambon osservava a sua volta quanto segue:
«He has no qualification to represent a non-existing Albanian Government». (ibidem)
Diversa opinione esprimeva invece De Martino, secondo il quale
«The Provisional Albanian Government established itself at Durazzo and received a mandate from the different populations of the country. It was at first a sort of National Council like those which have been formed in different countries and it then transformed itself into a Provisional Government. It is not yet recognized, but many other Governments are in the same position. The Albanians are dispersed throughout the world as a result of Turkish and Greek persecutions in the south and Serbian persecutions on the Uskub side. One cannot consider them as entirely collected within their frontiers. As to Turkhan Pasha, I agree to the proposal of the American Delegate. It would be impossible not to hear him». (ibidem)
Accogliendo il punto di vista italiano, la Commissione ammetteva quindi i Delegati greci ed «i membri del Governo provvisorio albanese che si dice costituito nel dicembre 1918», e riferiva al Consiglio Supremo circa tale audizione nel rapporto presentato il 30 marzo 1919.
Vedi anche
Imperiali a Curzon, Londra, 31 dicembre 1918, ASE, R Londra, 468; Imperiali a Sonnino, Londra, 11 gennaio 1919, s.h., ASE, P 1919-30, 690; Commission des Affaires helléniques, Parigi, 12 febbraio 1919, ASE, CPA, 357.;
Note
[1]
Per il testo della decisione dell'Assemblea di Durazzo, cfr. Giannini, La questione albanese, Roma, 1925, pp. 119-121.
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[2] vedi anche:
940/3 - L'ingresso nel territorio del triangolo epirota;
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INDICI
- Atti Internazionali
- Patto di Londra, Francia, Gran Bretagna, Italia e Russia, 26 aprile 1915

