542/3 - La situazione giuridica di Fiume dall'armistizio all'annessione all'Italia

Nel Parere del 12 luglio 1924, il Consiglio del Contenzioso Diplomatico, al quale il Ministro degli Esteri, Mussolini, aveva chiesto di pronunciarsi sul problema della situazione giuridica di Fiume nel periodo compreso tra l'Armistizio di Villa Giusti del 3 novembre 1918 e l'annessione all'Italia [1] , affermava, fra l'altro:

«Innanzi tutto occorre distinguere due periodi: quello che va dal giorno dell'armistizio all'entrata in vigore del Trattato di Rapallo (2 febbraio 1921) [2] , e quello successivo, cioè da tale data all'annessione (22 febbraio 1924). Nel primo periodo occorre prendere le mosse dal disgregamento dell'Impero Austro-Ungarico, che provocò la creazione, nei diversi territori nazionali, di Consigli nazionali, i quali proclamarono l'indipendenza dei rispettivi paesi (esempio: Cecoslovacchia, Polonia) o ne promossero l'annessione alla Madre Patria (esempio: Transilvania, Croazia, ecc.). Anche a Fiume - corpus separatum del Regno d'Ungheria - venne costituito (28 ottobre 1918) un Consiglio Nazionale, il quale invocò per Fiume il diritto di autodecisione, dichiarando per altro provvisorio tale assetto, fino cioè all'annessione della città all'Italia (30 ottobre 1918). Pochi giorni dopo (17 novembre e seguenti), il territorio fiumano fu occupato, in virtù dell'armistizio, dalle truppe delle Potenze alleate (Italia, Inghilterra e Stati Uniti), avendovi la Francia in seguito istituito una propria base dell'esercito per l'Oriente. Il Consiglio Nazionale di Fiume non ebbe però il riconoscimento che ottennero gli altri Consigli Nazionali costituiti nei vari Stati, sorti dal disgregamento dell'Impero austro-ungarico. Questi vennero ben presto riconosciuti come veri e propri Governi regolari, benché i relativi territori nazionali non fossero stati con precisione determinati, e talora l'indeterminatezza concernesse intere regioni (esempio: Galizia per la Polonia [3] ). Quello di Fiume, invece, rimase come un semplice organismo di gestione di governo, sicché la città restava sotto la sorveglianza e la responsabilità del comando delle truppe interalleate». (Parere del Consiglio del Contenzioso Diplomatico, Roma, 12 luglio 1924, ASE, P 1919-30, 1087)

Note

[1] vedi anche: 515/3 - La situazione giuridica di Fiume dall'armistizio all'annessione all'Italia;
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[2] Tale Trattato, concluso il 12 novembre 1920 tra Italia e Resgno serbo-croato-sloveno, prevedeva la costituzione di Fiume in Stato libero e indipendente (ibidem, v. XXVI, pp. 775-782).
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[3] vedi anche: 478/3 - Lo statuto della Galizia orientale;
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