1308/3 - D.L. 20 agosto 1923 n. 2207. Norme per la navigazione aerea (Leggi e Decreti, 1923, pp. 6361-6376)

Art. 1. Lo Stato esercita sovranità piena ed esclusiva sullo spazio atmosferico che sovrasta il suo territorio, comprese in esso le acque territoriali. Agli effetti di tale sovranità, per territorio dello Stato devesi intendere il territorio nazionale, metropolitano e coloniale, e quello dei protettorati e dei Paesi affidati per mandato e per qualsiasi altro titolo allo Stato italiano, quando speciali convenzioni internazionali non dispongano diversamente. Art. 2. La navigazione degli aeromobili di nazionalità italiana è libera ma sottoposta al controllo dell'Alto Commissariato per l'aeronautica, e subordinato all'osservanza dei limiti imposti e delle condizioni stabilite dalle leggi aeronautiche e relativi regolamenti. Per gli aeromobili stranieri, sia statali sia privati, si osservano inoltre le norme stabilite dalle convenzioni internazionali, in quanto siano applicabili nel Regno a norma delle leggi vigenti. Per necessità di ordine militare o di ordine pubblico, ovvero nell'interesse della sicurezza pubblica, può essere vietato il volo al disopra di zone di territorio o, in casi eccezionali, anche al disopra di tutto il territorio dello Stato. ..... Art. 5. Salva la concessione di un permesso speciale e temporaneo, nessun aeromobile può circolare sul territorio dello Stato, se non abbia una nazionalità ed una sola. La nazionalità di un aeromobile non di Stato, o non considerato di Stato a termini dei comma 3 e 4 dell'art. 3 del presente decreto, risulta dalla iscrizione in uno, ed in uno solo, dei registri aeronautici nazionali del rispettivo Stato. Tuttavia, se l'aeromobile ha la nazionalità di uno Stato non compreso fra i contraenti della Convenzione internazionale per la navigazione aerea 13 ottobre 1919 [1] , e col quale l'Italia non abbia conclusa una convenzione particolare, la sua circolazione su territorio italiano è di massima vietata. ..... Art. 15. Non è permesso ad aeromobili esteri né ad aeromobili nazionali privati di trasportare per via aerea esplosivi, armi e munizioni da guerra, da un punto all'altro del territorio nazionale. ..... Art. 19. Ogni aeromobile straniero che abbia la nazionalità di uno degli Stati contraenti la Convenzione internazionale per la navigazione aerea del 13 ottobre 1919, o di uno Stato con cui l'Italia abbia conchiuso convenzione particolare, ha facoltà di attraversare senza approdo l'atmosfera soggetta alla sovranità italiana, purché segua la rotta stabilita dall'apposito regolamento. Ciò salvo eccezioni di cui agli articoli 32 e 33 della Convenzione precitata Art. 20. Nessuno può impiantare una linea aerea, sia nazionale che internazionale, passante pel territorio italiano, se non ha preventivamente ottenuto la licenza dell'Alto Commissariato per l'aeronautica. Art. 21. Ogni aeromobile sia straniero che italiano proveniente dall'estero od all'estero diretto deve discendere e partire da uno degli aeroporti doganali stabiliti, per il compimento dei riscontri e delle operazioni doganali prescritte, salvo eccezioni che potranno disporsi dall'Alto Commissariato per l'aeronautica di concerto col Ministero delle finanze Ogni aeromobile che proviene o è diretto all'estero è obbligato a traversare il confine tra punti che saranno determinati dal regolamento. Agli effetti doganali si considerano come provenienti o diretti all'estero gli aeromobili che entrano nel territorio doganale dello Stato o che ne escano. Sono soggetti a vigilanza doganale ed alle prescrizioni all'uopo stabilite per regolamento anche gli aeromobili che viaggiano entro il territorio doganale del Regno. Art. 22. Il comandante di qualsiasi aeromobile deve, prima della partenza, presentare all'autorità di finanza a ciò delegata il manifesto compilato secondo le norme del regolamento. Esenzioni all'obbligo della presentazione del manifesto possono essere stabilite dal Ministero delle finanze, d'accordo con l'Alto Commissariato per l'aeronautica, per gli aeromobili che senza merci a bordo viaggiano entro il territorio doganale del Regno. I comandanti di aeromobili provenienti dall'estero devono essere muniti di manifesto al passaggio sulla linea di confine. Tale manifesto sarà quello autenticato dalle autorità estere, se l'aeromobile provenga da località nella quale il manifesto sia prescritto. Quando circostanze speciali lo esigano, il Governo potrà prescrivere che gli aeromobili provenienti da determinate località siano muniti di manifesto vidimato dalla autorità consolare italiana delle località stesse. Art. 23. Quando, in caso di forza maggiore, che dovrà essere debitamente giustificata, un aeromobile traversa il confine in un punto diverso da quelli previsti, dovrà atterrare nell'aeroporto doganale più vicino situato sulla sua rotta. Nel caso di approdo forzato fuori degli aeroporti doganali stabiliti, il comandante dell'aeromobile deve denunciare al più presto che gli sia possibile l'avvenuto atterramento all'autorità governativa più prossima e in mancanza al sindaco del Comune, per le opportune constatazioni e per averne autorizzazione a ripartire. Se l'autorità avvertita non sia quella finanziaria, dovrà darne partecipazione a quest'ultima. ..... Art. 28. Ogni aeromobile, sia straniero che italiano, è obbligato ad approdare con la maggiore sollecitudine possibile nel più vicino aeroporto, ogni qualvolta ne riceve l'ordine mediante i segnali stabiliti all'uopo dai regolamenti, oppure quando si accorga di volare sopra zona vietata a sensi dell'art. 2. In tal caso farà anche il segnale d'allarme di cui all'art. 29. Soltanto le autorità designate con appositi decreti dell'Alto Commissariato per l'aeronautica possono ordinare che vengano fatti i segnali di cui al comma precedente. Art. 29. Tutti gli aeromobili ammessi a navigare sul territorio dello Stato ed all'estero, debbono conformarsi a quanto è stabilito nell'allegato D della Convenzione internazionale per la navigazione aerea del 13 ottobre 1919 (regolamento fari e segnalazioni, e Codice di navigazione aerea), alle altre leggi ed ai regolamenti aeronautici. ..... Art. 50. In quanto non sia stabilito dal presente decreto, hanno vigore nel territorio dello Stato le disposizioni contenute nella Convenzione internazionale per la navigazione aerea in data 13 ottobre 1919, resa esecutiva nel Regno con decreto Reale 2 dicembre 1922, n. 1878 [2] . Tutte le disposizioni contenute in essa e nei suoi allegati con le modificazioni apportate, ancorché non siano riprodotte nel presente decreto, s'intendono avere piena validità nel territorio del Regno.

Note

[1] Testo in Trattati e Convenzioni, v. XXV, pp. 32-107.
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[2] Testo in Leggi e Decreti, 1922, pp. 5664-5682.
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