1322/3 - R.D. 11 gennaio 1925 n. 356. Approvazione del regolamento per la navigazione aerea (Leggi e Decreti, 1925, pp. 3782-3813)

Titolo III. Norme per la circolazione aerea. Capo 1° Contrassegni di riconoscimento obbligatori per gli aeromobili nazionali. Art. 54. Ogni aeromobile deve avere una marca di nazionalità : la marca italiana è rappresentata dalla lettera I maiuscola. Deve inoltre avere una marca di immatricolazione, diversa per ogni aeromobile, e rappresentata da un gruppo di quattro lettere maiuscole una delle quali almeno deve essere vocale (la lettera Y essendo considerata come tale). Il gruppo complessivo delle cinque lettere è usato come nominativo dell'aeromobile nel fare o ricevere segnali per mezzo della radiotelegrafia e di ogni altro mezzo di comunicazione. Art. 55. Ogni aeromobile fabbricato in Italia per essere consegnato, per via aerea, a cittadini di uno Stato che non sia firmatario della Convenzione 13 ottobre 1919 [1] , e le cui marche di nazionalità e di immatricolazione non siano state notificate alla Commissione Internazionale per la Navigazione Aerea, deve essere provvisoriamente immatricolato in Italia. La marca di nazionalità è quella dell'Italia. Il gruppo di immatricolazione è costituto da un W seguito da tre cifre. Art. 56. Negli aeromobili che non siano di Stato, la marca di immatricolazione deve essere sottolineata con una linea nera. Art. 57. Ogni aeromobile deve portare fissata alla navicella o alla fusoliera, in posizione visibile, una targa di metallo sulla quale siano incisi il nome e cognome e la residenza del proprietario e le marche di nazionalità e di immatricolazione. Art. 58. Le marche di nazionalità e di immatricolazione devono essere tracciate in nero su fondo bianco nella maniera seguente: a) Velivoli : le marche devono essere dipinte sopra la superficie inferiore dei piani principali inferiori e sopra la superficie superiore dei piani principali superiori, col vertice delle lettere dalla parte del bordo anteriore. Esse devono essere dipinte anche lungo i lati della fusoliera fra i piani principali e quelli di coda. Se il velivolo non ha fusoliera, le marche devono essere dipinte sulla carlinga; b) Dirigibili : le marche devono essere dipinte verso la sezione maestra ai due lati e sulla superficie superiore: i tre distintivi devono essere fra loro equidistanti; c) Aerostati : le marche devono essere dipinte sui due lati opposti di un perimetro orizzontale inferiore e prossimo al massimo, e una terza marca sulla parte superiore; d) Cervi volanti : la posizione e le dimensioni delle marche potranno essere determinate dal Commissariato per l'aeronautica, secondo quanto verrà stabilito in proposito dalla Commissione Internazionale per la Navigazione Aerea. Art. 59. Per i velivoli e i dirigibili la marca di nazionalità deve essere altresì dipinta sui lati destro e sinistro della superficie inferiore del piano di coda inferiore o dei timoni di profondità e sulla superficie superiore del piano superiore di coda e dei timoni di profondità, se questi hanno maggiori dimensioni. Essa deve essere, inoltre, dipinta sulle due facce del timone di direzione o sulle facce esterne dei timoni esterni di direzione, se l'aeromobile ha più di uno di tali timoni. Per gli aerostati la marca di nazionalità deve essere altresì dipinta sulla navicella. Art. 60. Le dimensioni delle marche di nazionalità e di immatricolazione sono le seguenti: a) Velivoli : l'altezza delle marche sui piani delle ali e sui piani di coda deve essere eguale ai quattro quinti della larghezza rispettiva di detti piani; per i timoni di direzione deve essere la più grande possibile. L'altezza delle marche sulla fusoliera o sulla navicella deve essere eguale ai quattro quinti della minima altezza di quella parte della fusoliera o della navicella sulla quale le marche sono dipinte; b) Dirigibili : le marche di nazionalità dipinte sul piano di coda devono avere l'altezza eguale ai quattro quinti della corda del piano di coda, e sul timone di direzione le marche devono essere le più grandi possibili. L'altezza delle altre marche deve essere eguale almeno a un dodicesimo del perimetro della sezione maestra del dirigibile; c) Aerostati : l'altezza delle marche di nazionalità deve essere eguale ai quattro quinti dell'altezza della navicella, e l'altezza delle altre marche eguale a un dodicesimo della circonferenza dell'aerostato. In ogni caso le lettere delle marche di nazionalità e di immatricolazione possono non eccedere metri 2,50 in altezza. Art. 61. La larghezza delle lettere deve essere dei due terzi e la loro grossezza di un sesto della loro altezza. Le lettere devono essere dipinte in caratteri ordinari pieni e devono essere uniformi. Lo spazio fra le lettere deve essere eguale alla metà della loro larghezza. Se le lettere sono sottolineate, la grossezza della linea deve essere eguale a quella delle lettere. L'intervallo fra il piede delle lettere e il bordo superiore della linea deve essere eguale alla grossezza della linea stessa. Quando le marche di nazionalità e di immatricolazione sono tracciate insieme, esse devono essere separate da un tratto di linea di lunghezza eguale alla larghezza delle lettere. Art. 62. Le marche di nazionalità e di immatricolazione devono essere disposte nelle migliori condizioni possibili di visibilità, tenendo conto delle linee di costruzione dell'aeromobile. Le marche devono essere mantenute costantemente pulite e visibili. ..... Capo 6° Ammissione degli aeromobili alla circolazione aerea. ..... Sez. 2. Inscrizione degli aeromobili nel registro aeronautico nazionale. Certificati di immatricolazione. Art. 156. Nel registro aeronautico nazionale, di cui agli articoli 6 e 7 del R. decreto legge 20 agosto 1923, n. 2207 [2] , devono essere iscritti tutti gli aeromobili italiani eccettuati quelli specificati nel primo comma dell'articolo 126. In esso sono altresì trascritti, a cura degli interessati, gli eventuali trapassi di proprietà, la costituzione di diritti reali sull'aeromobile, ed annotate tutte le riparazioni ed i cambiamenti di tale importanza, da variare fondamentalmente il tipo dell'aeromobile. Detto registro è costituito secondo il modello annesso, (Allegato 4), ed ostensibile a chiunque ne abbia interesse. Art. 157. Il registro aeronautico ha il valore di atto pubblico per gli effetti civili e penali. Art. 158. Il certificato di immatricolazione è il documento ufficiale che fa fede della avvenuta inscrizione dell'aeromobile nel registro aeronautico nazionale, determina l'identità dell'aeromobile e permette l'ammissione dell'aeromobile stesso alla circolazione aerea. Esso fa fede della proprietà dell'aeromobile, a senso dell'art. 7 del R. decreto legge 20 agosto 1923, n. 2207, e deve essere costantemente portato a bordo. Il certificato di immatricolazione è rilasciato secondo il modello annesso (Allegato 5). Art. 159. E' fatto obbligo a tutti i proprietari di aeromobili di chiederne la immatricolazione nel registro aeronautico nazionale, per il conseguente rilascio del certificato di immatricolazione, non oltre gli otto giorni dalla data di rilascio del certificato di navigabilità. A tale uopo ogni proprietario deve presentare al Commissariato per l'aeronautica apposita domanda in carta bollata, corredata dai seguenti documenti: a) indicazione del nome, cognome, paternità, nazionalità e domicilio del proprietario e indicazione dell'aeroporto nella cui giurisdizione l'aeromobile è ricoverato; b) fotografia dell'aeromobile vista di fianco (formato 9 x 12); c) dichiarazione che l'aeromobile non è immatricolato in nessuno Stato estero; d) i documenti necessari a comprovare la cittadinanza italiana, se il proprietario è un privato, ovvero i requisiti di cui all'art. 6 del R. decreto-legge 20 agosto 1923, n. 2207, se la proprietà è di una Società; e) libretto matricolare dell'apparecchio; f) libretti matricolari dei motori. I documenti di cui alle lettere c) ed f) sono restituiti al proprietario, ultimate le operazioni di immatricolazione. Art. 160. Nessun aeromobile può ottenere l'immatricolazione sul registro aeronautico nazionale, se esso sia già immatricolato presso uno Stato estero. Nei casi di immatricolazione contemporanea in Italia ed all'estero, l'immatricolazione effettuata in Italia è considerata nulla ed inefficace. Nei casi di immatricolazione all'estero di un aeromobile già immatricolato in Italia, si procede alla radiazione di tale aeromobile dal registro aeronautico nazionale. L'aeromobile stesso perde la nazionalità italiana non appena avvenuta la radiazione. Art. 161. I costruttori sono in obbligo di chiedere la immatricolazione degli aeromobili di loro proprietà, qualora intendano impiegarli in una qualunque attività aeronautica, dalla quale intendonsi esclusi i voli compiuti per prove o collaudi, per i quali, a senso dell'art. 133, non sia richiesto il certificato di navigabilità. Art. 162. Il Commissariato per l'aeronautica, vista la domanda e i documenti allegati, procede alla immatricolazione dell'aeromobile sul registro aeronautico nazionale ed al rilascio del certificato di immatricolazione. Così sul registro, come sul certificato, devono risultare: a) la data di immatricolazione; b) la serie ed il numero d'ordine del certificato; c) l'indicazione dell'aeroporto nel cui territorio l'aeromobile ha l'abituale residenza; d) l'uso al quale l'aeromobile è destinato (di trasporto pubblico, da turismo, ecc.); e) la descrizione sommaria dell'aeromobile; f) l'indicazione dei numeri e contrassegni di identificazione dati dal costruttore ed eventualmente dal proprietario; g) le marche di immatricolazione date all'aeromobile; h) l'indicazione del nome, cognome, paternità, domicilio e nazionalità del proprietario dell'aeromobile; i) l'indicazione dei passaggi di proprietà relativi all'aeromobile; l) la trascrizione dei diritti reali costituiti sull'aeromobile; m) le variazioni o riparazioni di tale importanza da portare notevoli cambiamenti nel tipo o nel valore dell'aeromobile; n) e tutte le altre indicazioni che saranno prescritte dal Commissariato per l'aeronautica. Art. 163. E' fatto obbligo ai comandanti di aeroporto di assicurarsi che tutti gli aeromobili ricoverati siano provvisti del relativo certificato di immatricolazione nel registro aeronautico nazionale, o, quanto meno, di accertarsi che ne sia stata fatta domanda. In tale ultimo caso però i comandanti danno notizia al Commissariato per l'aeronautica degli aeromobili ricoverati che siano ancora sprovvisti del regolare certificato di immatricolazione. Art. 164. Il certificato di immatricolazione cessa di avere validità nei seguenti casi: a) distruzione dell'aeromobile; b) definitivo trasferimento all'estero dell'aeromobile; c) cessazione dei requisiti di cittadinanza richiesti dall'art. 6 del R. decreto-legge 20 agosto 1923, n. 2207; Verificandosi le dette condizioni il proprietario di un certificato di immatricolazione è in obbligo di farne regolare notifica, nel termine di otto giorni, al Commissariato per l'aeronautica, il quale, avuta la notifica, eseguisce la relativa radiazione dal registro aeronautico, ritirando il certificato scaduto di validità. Art. 165. Mensilmente i comandanti di aeroporto trasmettono al Commissariato per l'aeronautica uno specchio del movimento del naviglio aereo, conforme all'annesso modello. (Allegato 6).

Note

[1] Testo in Trattati e Convenzioni, v. XXV, pp. 32-107.
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[2] vedi anche: 1308/3 - D.L. 20 agosto 1923 n. 2207. Norme per la navigazione aerea (Leggi e Decreti, 1923, pp. 6361-6376);
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