1343/3 - L'eccidio della missione Tellini a Janina

Il 27 agosto 1923, il Generale Tellini, Presidente della Commissione internazionale incaricata dalla Conferenza degli Ambasciatori di Parigi di delimitare la frontiera greco-albanese, ed altri tre Ufficiali, membri della Delegazione italiana alla Commissione, venivano assassinati da sconosciuti sulla strada tra Janina e Santi Quaranta, in territorio greco. Le prime istruzioni sul comportamento da tenere verso il Governo greco venivano inviate al Ministro d'Italia ad Atene, Montagna, dal Ministro degli Esteri ad interim, Mussolini, con il seguente telegramma del 28 agosto 1923:

«V.S. si renderà conto come, pur senza diminuire gravissima responsabilità che incombe alla Grecia, immediata ed esemplare punizione colpevoli sia indispensabile di fronte al profondo raccapriccio che desterà in Italia ed all'estero notizia che ufficiali e militari italiani facenti parte di una missione internazionale ed i quali stavano adempiendo ad un alto e pacifico incarico loro affidato in comune dalle Potenze con esemplare senso di abnegazione e di imparzialità, sono rimasti vittime di un così odioso attentato. Ella voglia fare le più energiche rimostranze a codesto Governo facendo al tempo stesso ampie e complete riserve per tutte le riparazioni che ci saranno dovute e che pretenderemo dopo accertamento dettagliato dei fatti». (Mussolini a Montagna, Roma, 28 agosto 1923, h. 1.30, ASE, P 1919-30, 1221)

Il giorno successivo, Montagna inviava al Ministro degli Esteri greco, Alexandris, la Nota Verbale con la quale presentava la richiesta di riparazioni in sette punti, da accettare entro un termine massimo di ventiquattr'ore. Lo stesso giorno, Alexandris inviava la seguente Nota Verbale di risposta:

«Governo greco tiene ad esprimere nuovamente al Governo italiano il suo vivo rincrescimento per l'odioso assassinio. [?] Appena notizia del delitto pervenne alle autorità, queste ordinarono a diversi distaccamenti militari inseguire colpevoli ed il Governatore generale Epiro col Procuratore del Re ed il Giudice Istruttore si recarono sul luogo. Inoltre capo della gendarmeria ed alcuni ufficiali superiori e della giustizia militare sono partiti da Atene a bordo di una nave da guerra allo scopo di seguire sforzi dell'istruttore; e di fare rintracciare colpevoli il più attivamente possibile. Istruttoria iniziata già da ieri continua senza interruzione, ma fino ad ora essa non ha potuto assodare nè la nazionalità nè i moventi del delitto. Governo greco non può che protestare contro affermazione tendente a renderlo responsabile di una offesa all'Italia. Non si potrebbe infatti seriamente asserire che una simile offesa abbia potuto essere fatta, sia intenzionalmente che per negligenza, dal Governo greco; il quale non avrebbe motivo di animosità, contro la Commissione Italiana che eseguiva alla frontiera del paese un compito pacifico ed onorevole. [?] Né d'altra parte è il caso di accusare di negligenza Governo ellenico in merito alla sicurezza della Missione, considerato che a tale scopo esso aveva messo a disposizione della Commissione uno speciale distaccamento di soldati». (Nota Verbale consegnata da Alexandris a Montagna, Atene, 29 agosto 1923, in Montagna a Mussolini, Atene, 31 agosto 1923, h. 3.00, ibidem)

Il 31 agosto, rivolgendosi alle Rappresentanze Diplomatiche italiane all'estero e a Salandra, Delegato italiano al Consiglio della Società delle Nazioni, Mussolini dichiarava di ritenere la risposta greca equivalente al rigetto delle richieste italiane, rilevando che

«Tale ingiustificato atteggiamento pone l'Italia nella necessità di richiamare il Governo ellenico al sentimento delle sue responsabilità». (Mussolini alle Rappresentanze Diplomatiche italiane all'estero e a Salandra, Roma, 31 agosto 1923, h. 6.30, ibidem)

Mussolini comunicava poi di aver disposto l'occupazione militare dell'isola di Corfù, specificando che non si trattava di un atto di guerra, ma di una misura a carattere temporaneo, volta ad ottenere dal Governo greco l'adempimento dei suoi obblighi [1] . Nella stessa data, Montagna e gli Incaricati d'Affari britannico e francese ad Atene, Bentinck e Tripier, su istruzioni del Presidente della Conferenza degli Ambasciatori, Poincaré, rimettevano al Ministro degli Esteri greco una Nota Verbale collettiva, nella quale era contenuta una energica protesta per l'attentato e la domanda di un'inchiesta immediata [2] . Il 1° settembre la Grecia si rivolgeva al Consiglio della Società delle Nazioni. In questa fase della controversia, il Governo italiano affermava che, visto il carattere dell'attentato e la personalità delle vittime, la Grecia era responsabile per il fatto che il crimine era stato perpetrato in territorio greco. Lo stesso giorno, il Ministro degli Esteri greco replicava alla Nota Verbale collettiva della Conferenza degli Ambasciatori, sottolineando che non riteneva possibile accettare le richieste italiane «avant que la Conférence des Ambassadeurs se persuade de la responsabilité du Gouvernement royal» (All. D a Conferenza Ambasciatori, CA, 224, Parigi, 5 settembre 1923, ASE, CPV, 318). Il 5 settembre, la Conferenza degli Ambasciatori si riuniva quindi per esaminare tale risposta. Secondo il verbale della seduta, il Delegato francese, Laroche, dichiarava quanto segue:

«Il est [?] impossible d'accepter les affirmations du Gouvernement grec selon lesquelles l'assassinat du Général Tellini serait un acte de folie criminelle dont il est impossible d'imputer la responsabilité à une nationalité quelconque [...] Jusqu'à preuve du contraire, c'est le Gouvernement grec, sur le territoire duquel le crime a été commis, qui est pleinement responsable». (Conferenza degli Ambasciatori, CA 224, Parigi, 5 settembre 1923, ibidem)

Tale punto di vista veniva ribadito dal Delegato italiano, Romano Avezzana, nei seguenti termini:

«Au cas même où le crime aurait été commis, par des Albanais sur territoire grec, le Gouvernement grec reste responsable [...]. Même si les auteurs du crime se trouvaient être des Albanais, du fait que ce crime a été commis sur territoire grec, la responsabilité du Gouvernement grec serait en cause». (ibidem)

Romano Avezzana così ricordava, in proposito, il precedente degli incidenti di Ingolstadt e Passau:

«Bien que ces incidents se fussent passés en territoire bavarois, c'est le Gouvernement du Reich qui en a revendiqué la responsabilité; c'est lui qui a présenté des excuses et c'est lui qui a assumé le payement de l'indemnité imposée par la Conférence des Ambassadeurs; l'exemple est d'autant plus convainçant qu'il s'agissait d'un Etat fédéral et que l'on aurait pu concevoir que le Gouvernement du Reich eût, de ce fait, décliné toute responsabilité [3] ». (ibidem)

La Conferenza adottava quindi la seguente decisione, poi comunicata al Segretario Generale della Società delle Nazioni, Drummond:

«La Conférence des Ambassadeurs, après avoir constaté que c'est un principe de droit international que les Etats sont responsables des crimes et attentats politiques commis sur leur territoire, a mis immédiatement à l'étude les modalités de l'enquête». (All. F a Conferenza degli Ambasciatori, CA 224, Parigi, 5 settembre 1923, ibidem)

Lo stesso 5 settembre, intervenendo nella riunione del Consiglio della Società delle Nazioni, Salandra insisteva sulla duplice offesa causata dall'eccidio della missione Tellini alla Conferenza degli Ambasciatori e alla dignità della Nazione italiana, nei seguenti termini:

«L'atroce assassinat de la mission italienne sur le territoire grec ne constitue pas seulement une violation flagrante du droit humain et des règles fondamentales du droit des gens, dont l'Italie a le droit et le devoir d'exiger la juste punition et le dommage et la réparation morale, mais aussi une offense inouïe à la Conférence des ambassadeurs, qui avait chargé la mission internationale du mandat difficile et délicat de fixer les frontières entre l'Albanie et la Grèce. Quoique le droit de l'Italie ne soit pas dépendant du droit de la Conférence des ambassadeurs, la connexion entre la violation de chacun de ces droits est si évidente que la Grèce même n'en a point nié l'existence. Le général Tellini et ses compagnons ont été assassinés parce qu'ils faisaient partie de la mission internationale: il y a en cela un parallélisme parfait entre l'intérêt de la Conférence et celui de l'Italie; mais les assassins les ont choisis pour victimes parce qu'ils étaient Italiens: la violation du droit à la vie, que l'Italie doit garantir à ses citoyens, et l'offense à la dignité et à l'honneur de la nation italienne s'ajoutent à la violation du droit international. La Conférence des ambassadeurs a bien compris que le crime affreux ne pouvait point rester impuni; et, si les nouvelles qu'on a publiées sont exactes, la Grèce a reconnu sa responsabilité en déclarant se soumettre aux décisions de la Conférence». (S.d.N., J.O., 1923, p. 1287)

Ma il Delegato greco, Politis, pur convenendo che al Governo italiano erano dovute riparazioni per il crimine, negava che la responsabilità dell'accaduto potesse essere attribuita al Governo greco, poiché nessuna prova esisteva al riguardo. Il 6 settembre 1923 Mussolini scriveva quanto segue a Romano Avezzana e a Salandra:

«Approvo pienamente linguaggio di V.E. specialmente per quanto concerne riaffermazione responsabilità greca trattandosi delitto politico e principio che azione conferenza non si sostituisca per noi alla azione diretta dell'Italia verso la Grecia». (Mussolini a Romano Avezzana e Salandra, Roma, 6 settembre 1923, h. 24.00, ASE, P 1919-30, 1222)

Lo stesso giorno, Drummond inviava un telegramma al Presidente della Conferenza degli Ambasciatori, Cambon, con il quale lo informava che

«Le Conseil [...] adhérant au principe de droit international que les Etats sont responsables des crimes et attentats politiques commis sur leur territoire manifeste l'intention de suivre, d'accord avec la Conférence, l'étude des modalités de l'enquête». (All. E a Conferenza degli Ambasciatori, CA 225, Parigi, 7 settembre 1923, ASE, CPV, 318)

La Conferenza degli Ambasciatori decideva che l'8 settembre i Rappresentanti Diplomatici di Francia, Gran Bretagna e Italia ad Atene, de Marcilly, Cheetam e Montagna, presentassero al Governo greco, a nome della Conferenza stessa, una Nota Verbale, la quale in materia di responsabilità della Grecia, sottolineava che

«La Conférence des Ambassadeurs, ayant pris connaissance des notes que le Gouvernement Hellénique lui a adressées en réponse à sa propre note relative au meurtre du Président de la Commission de délimitation Albano-Grecque et des autres membres de la délegation Italienne à cette commission; Prenant acte, notamment, de ce que la Grèce déclare accepter, si sa responsabilité est démontrée, toutes les réparations que la Conférence reconnaîtra justes, et de ce que le gouvernement hellénique propose la nomination d'une Commission d'enquête chargée d'activer la recherche des coupables; Constatant, à cet égard, que l'attentat du 27 août d'un caractère nettement politique, a été commis en territoire hellénique, que les personnes qui en ont été victimes étaient chargées d'une mission officielle par la Conférence des Ambassadeurs, d'accord avec le gouvernement hellénique, qui avait à en assurer la sécurité et qu'elles appartenaient toutes à la délégation Italienne dans la commission; Considérant qu'un tel attentat commis dans ces circostances engage directement la responsabilité de l'Etat sur le territoire duquel il a eu lieu; Décide de demander au gouvernement hellénique les réparations et les sanctions ci-après énumérées». (Nota Verbale della Conferenza degli Ambasciatori presentata da Cheetham, de Marcilly e Montagna a Alexandris, Atene, 8 settembre 1923, all. a Montagna a Mussolini, Atene, 10 settembre 1923, ASE, P 1919-30, 1222)

Il 9 settembre successivo, Alexandris rimetteva personalmente a Montagna la risposta del Governo greco, che veniva comunicata il giorno stesso da Mussolini ad alcune Rappresentanze Diplomatiche all'estero e al Governatore di Rodi e Castelrosso, Lago. In essa, tra l'altro, era detto che

«La Conférence des ambassadeurs vient faire connaître par une nouvelle communication au gouvernement royal qu'elle admet indépendamment de toute enquête la responsabilité civile de l'état sur le territoire duquel le crime fut commis et formule certaines demandes de réparation et de sanction. Le Gouvernement royal animé des dispositions les plus loyales et tenant compte du fait que l'attentat fut malheuresement commis en territoire hellénique et sur la personne de citoyens d'une puissance amie faisant partie d'une mission officielle relevant de la conférence des ambassadeurs s'empresse de déclarer qu'il admet intégralment les sept chefs de demande enoncées dans la note susvisée». (Alexandris a Montagna, Atene, 9 settembre 1923, in Mussolini a Salandra, Tomasi della Torretta, De Bosdari, Romano Avezzana, Paulucci de' Calboli, Garroni e Lago, Roma, 9 settembre 1923 h. 22.00, ASE, P 1919-30, 1221)

Soddisfatto della risposta greca, Mussolini si impegnava ad evacuare l'isola di Corfù. Il 10 settembre 1923, la Banca nazionale di Grecia depositava cinquanta milioni di lire alla Banca nazionale svizzera; il 12 settembre, la Conferenza degli Ambasciatori stabiliva le modalità per le cerimonie che si sarebbero svolte al Falero, mentre nella seduta della Conferenza degli Ambasciatori del 13 settembre, Romano Avezzana dichiarava l'intenzione del Governo italiano di procedere all'evacuazione di Corfù entro pochi giorni [4] . Nella seduta del 26 settembre 1923, il Consiglio della Società delle Nazioni decideva poi di sottoporre ad un Comitato di giuristi alcuni quesiti sollevati dall'incidente italo-greco. Uno dei quesiti era così formulato:

«A quelles conditions et dans quelles limites la responsabilité de l'Etat se trouve-t-elle engagée par le crime politique commis sur des étrangers sur son territoire?». (RDI, 1924, p. 353)

Il Comitato di giuristi, riunitosi a Ginevra nel gennaio 1924, così rispondeva:

«La responsabilité d'un Etat pour crime politique, commis sur la personne des étrangers sur son territoire, ne se trouve engagée que si cet Etat a négligé de prendre toutes les dispositions appropriées en vue de prévenir le crime et en vue de la poursuite, de l'arrestation et du jugement du criminel. Le caractère public reconnu, que revêt un étranger, les circostances dans lesquelles il se trouve sur le territoire de l'Etat entraînent pour celui-ci un devoir de vigilance spéciale à son égard». (ibidem, pp. 354-355)

Il 13 marzo 1924 il Consiglio della Società delle Nazioni approvava all'unanimità il rapporto del Comitato dei giuristi [5] .

Vedi anche

Liverani a Mussolini, Janina, 27 agosto 1923, h. 15.20, DDI, s. VII, v. II, p. 125; Mussolini a Tomasi della Torretta e Romano Avezzana, Roma, 28 agosto 1923, h. 1.30, ASE, P 1919-30, 1221; Mussolini a Salandra, Roma, 28 agosto 1923, DDI, s. VII, v. II, pp. 131-132; Mussolini a Vannutelli Rey, Roma, 30 agosto 1923, h. 2.00, ibidem, pp. 138-139; Tomasi della Torretta a Curzon, Londra, 31 agosto 1923, ASE, R Londra, 550; Salandra a Mussolini, Ginevra, 31 agosto 1923, h. 16.20, DDI, s. VII, v. II, pp. 147-148; Salandra a Mussolini, Ginevra, 1° settembre 1923, h. 2.00, ibidem, p. 150; Arlotta a Tomasi della Torretta, Roma, 1° settembre 1923, h. 16.50, ASE, R Londra 550; Salandra a Mussolini, Ginevra, 2 settembre 1923, h. 3.00, DDI, s. VII, v. II, p. 160; Mussolini a Tomasi della Torretta, Roma, 2 settembre 1923, h. 4.00, ASE, R Londra, 550; Mussolini a Tomasi della Torretta, Roma, 3 settembre 1923, h. 16.00, ibidem; Tomasi della Torretta a Mussolini, Londra, 4 settembre 1923, ibidem; Maestri Molinari a Mussolini, L'Aja, 4 settembre 1923, h. 1.54, ASE, P 1919-30, 1221; Mussolini a Salandra, Romano Avezzana, Tomasi della Torretta, Paulucci de' Calboli e Ruspoli, Roma, 4 settembre 1923, h. 3.00, ibidem; Mussolini a Tomasi della Torretta e Romano Avezzana, Roma, 5 settembre 1923, h. 4.00, ibidem; Arlotta a Salandra, Cobianchi, Caetani, Paolucci de' Calboli, Ruspoli e Martin Franklin, Roma, 5 settembre 1923, h. 4.00, ibidem; Maestri Molinari a Mussolini, L'Aja, 5 settembre 1923, h. 11.50, ibidem; Romano Avezzana a Mussolini, Parigi, 5 settembre 1923, h. 21.30, ibidem; Conferenza Ambasciatori, CA 226, Parigi, 8 settembre 1923, ASE, CPV, 318; Montagna a Mussolini, Atene, 8 settembre 1923, h. 3.00, DDI, s. VII, v. II, p. 206; Salandra a Mussolini, Ginevra, 8 settembre 1923, h. 18.20, ibidem, p. 209; Romano Avezzana a Mussolini, Parigi, 9 settembre 1923, h. 20.30, ibidem, p. 212; Mussolin i a Romano Avezzana, Roma, 12 settembre 1923, h. 1.00, ibidem, pp. 222-223; Conferenza Ambasciatori, CA 228, Parigi, 12 settembre 1923, h. 11.00, ASE, CPV, 318; Conferenza Ambasciatori, CA 229, Parigi, 12 settembre 1923, h. 17.00, ibidem; Mussolini a Tomasi della Torretta, Roma, 14 settembre 1923, h. 4.00, ASE, R Londra, 550; Tomasi della Torretta a Mussolini, Londra, 14 settembre 1923, h. 13.20, DDI, s. VII, v. II, p. 233; Mussolini a Tomasi della Torretta, Roma, 15 settembre 1923, h. 2.45, ibidem; Tomasi della Torretta a Mussolini, Londra, 15 settembre 1923, s.h., ASE, R Londra 550; Romano Avezzana a Mussolini, Parigi, 15 settembre 1923, h. 21.55, DDI, s. VII, v. II, p. 239; Salandra a Mussolini, Ginevra, 16 settembre 1923, h. 13.00, ibidem, p. 241; Salandra a Mussolini, Ginevra, 18 settembre 1923, h. 19.30, ASE, P 1919-30, 1221; Conferenza Ambasciatori, CA 231, Parigi, 25 settembre 1923, ASE, CPV, 318; Conferenza Ambasciatori, CA 232, Parigi, 26 settembre 1923, ibidem; Mussolini a Romano Avezzana, Roma, 27 settembre 1923, h. 16.00, DDI, s. VII, v. II, p. 265; Mussolini a Romano Avezzana, Tomasi della Torretta e Salandra, Roma, 27 settembre 1923, h. 16.00, ASE, P 1919-30, 716; Romano Avezzana a Mussolini, Parigi, 3 ottobre 1923, h. 21.35, ASE, P 1919-30, 1222; Conferenza Ambasciatori, CA 233, Parigi, 30 ottobre 1923, ASE, CPV, 318; Mussolini a Tomasi della Torretta, Roma, 4 novembre 1923, h. 2.00, ASE, R Londra 550; AP, S, Discussioni, tornata 16 novembre 1923, p. 5452; Conferenza Ambasciatori, CA 242, Parigi, 29 novembre 1923, CPV, 318;

Note

[1] vedi anche: 1444/3 - L'occupazione italiana di Corfù;
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[2] Cfr. Montagna a Mussolini, Atene, 31 agosto 1923, h. 21.00, ASE, P 1919-30, 509.
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[3] vedi anche: 1431/3 - Gli incidenti di Ingolstadt e Passau;
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[4] vedi anche: 1365/3 - L'eccidio di Janina;
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[5] vedi anche: 1500/3 - L'eccidio di Janina;
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