1432/3 - L'eccidio della missione Tellini a Janina

Il 27 agosto 1923, il Generale Tellini, Presidente della Commissione internazionale incaricata dalla Conferenza degli Ambasciatori di Parigi di delimitare la frontiera greco-albanese, ed altri tre ufficiali, membri della Delegazione italiana alla Commissione, venivano trucidati da sconosciuti sulla strada tra Janina e Santi Quaranta, in territorio greco [1] . Le prime istruzioni sul comportamento da tenere verso il Governo greco venivano inviate al Ministro d'Italia ad Atene, Montagna, dal Ministro degli Esteri ad interim, Mussolini, con il seguente telegramma del 28 agosto 1923:

«Ella voglia fare le più energiche rimostranze a codesto Governo facendo al tempo stesso ampie e complete riserve per tutte le riparazioni che ci saranno dovute e che pretenderemo dopo accertamento dei fatti ». (Mussolini a Montagna, Atene, 28 agosto 1923, h. 1.30, ASE, P 1919-30, 1221)

Montagna inviava quindi, il giorno successivo, una Nota Verbale al Ministro degli Esteri greco, Alexandris, nella quale erano chieste le seguenti riparazioni:

«Un minimum compatible avec l'offense extrêmement grave dont la Grèce s'est rendue responsable envers l'Italie: 1° Le Gouvernement grec adressera ses excuses dans la forme la plus large et officielle au Gouvernement Italien. Ces excuses seront présentées au Ministre Royal d'Italie à Athènes par la plus haute Autorité Militaire hellénique; 2° Le Gouvernement grec fera célébrer en l'honneur des victimes du massacre dans la Cathédrale Catholique d'Athènes un service funeraire solennel auquel devront intervenir tous les membres du Gouvernement; 3° Les honneurs seront rendus au Drapeau italien au jour même de la cérémonie susindiquée et exactement dans les formes ci-après indiquées: après huit heures du matin une Division Navale Italienne arrivera au Phalère. Aussitôt que la dite Division aura mouillé, plusieurs navires de bataille hellénique à l'exclusion absolue de tous les navires legers lance-torpilles qui devront rester ancrés à l'intérieur de la rade de Salamine ou dans le port du Pirée - mouillés à l'avance en vue de l'endroit où ira s'arrêter - comme il a été dit - la Division Italienne, rendront les honneurs par une salve de 21 coups de cannon au Drapeau Italien hissé en tête de mât de tous les bâtiments grecs sus-mentionnés. Au cours de la cérémonie funeraire - dont au paragraphe 2 - aussi bien les navires grecs que les navires italiens auront le drapeau en berne. Au soir du jour même avant le coucher du soleil la Division Navale Italienne quittera le mouillage du Phalère et au moment de prendre la mer rendra le salut par la salve d'usage; 4° Les Autorités helléniques devront faire une enquête très stricte sur le lieu du massacre avec l'assistance de l'Attaché Militaire de Sa Majesté, Colonel Perrone di San Martino. Le Gouvernement grec sera tenu absolument responsable de l'incolumité personnelle du Colonel Perrone et lui facilitera de toute manière la tâche qui lui est confiée. L'enquête devra être accomplie dans un délai de cinq jours après l'acceptation des requêtes ci contenues; 5° Tous les coupables seront soumis à châtiment capital; 6° Le Gouvernement grec devra payer au Gouvernement Italien à titre de penalité une indemnité de 50 (cinquante) millions de lires italiennes. Cette somme de 50 millions devra être versée dans le délai de 5 jours à partir de la remise de cette Note; 7° Les honneurs militaires en forme solennelle seront rendus aux dépouilles mortelles des victimes à Prévénza au moment de leur transport à bord d'une navire italien. Au nom de Son Gouvernement la Légation Royale attend la réponse du Gouvernement hellénique à cette Note dans un délai maximum de vingt-quatre heures». (Nota Verbale presentata da Montagna a Alexandris, Atene, 29 agosto 1923, all. a Montagna a Mussolini, Atene, 29 agosto 1923, ibidem)

Il giorno successivo, Mussolini scriveva a Montagna quanto segue:

«Nell'invocare solidarietà alleati e nel partecipare in seno alla Conferenza degli Ambasciatori a quelle deliberazioni che verranno prese in seguito all'eccidio di membri di una missione dalla stessa dipendente Regio Governo lo ha fatto in considerazione appunto della funzione interalleata che in linea subordinata rivestivano le vittime, ma che evidentemente esso non ha con ciò in alcun modo inteso né di rinunziare al diritto che gli compete in via principalissima né comunque di sottrarsi all'assoluto dovere di agire anche direttamente per esigere le riparazioni dovutegli per la gravissima offesa arrecata alla intera nazione italiana nelle persone di ufficiali e militari i quali prima di ogni altra veste avevano quella di cittadini italiani». (Mussolini a Montagna, Atene, 30 agosto 1923, h. 2.00, ibidem)

Il 31 agosto Montagna informava Mussolini che

«Governo greco considera ingiusta l'affermazione del Governo italiano del contenuto nella sua nota verbale secondo cui Governo greco si è reso responsabile di una grave offesa all'Italia ed è quindi nella impossibilità di accettare le domande formulate ai numeri quattro, cinque e sei della nota verbale le quali intaccano onore e sovranità dello Stato. Tuttavia Governo greco considerato che l'odioso attentato è stato commesso su territorio greco e contro sudditi di una grande Potenza amica, incaricata di una missione internazionale dichiara accettare: 1) Che il Governo greco esprima il suo rincrescimento al Governo italiano nella forma più ampia ed ufficiale. A tal fine Ministro d'Italia riceverà la visita del comandante della piazza di Atene (un colonnello). 2) Governo greco farà celebrare cerimonia funebre in onore delle vittime nella Chiesa di Atene a cui assisteranno tutti i membri del Governo. 3) Nello stesso giorno verranno resi gli onori alla Bandiera Italiana nel modo seguente: un distaccamento della guarnigione di Atene si recherà alla Legazione d'Italia e saluterà la Bandiera rendendo gli onori regolamentari. 4) Onori militari saranno resi alle vittime a Prevesa al momento del trasposto salme a bordo di una nave italiana. Governo greco dichiara inoltre essere disposto accordare per misura di equità, una giusta indennità alle famiglie delle vittime e che esso accetta volentieri il concorso del colonnello Perrone allo scopo facilitare istruttoria con utile informazione per la scoperta dei colpevoli. Governo greco spera che il Governo Italiano vorrà riconoscere il buon fondamento del punto di vista di cui sopra, il suo spirito conciliazione ed il suo vivo desiderio di soddisfare Governo italiano nel modo più giusto. Se ciò nonostante contrariamente a ogni attesa Governo Italiano non volesse riconoscere come sufficiente la soddisfazione offerta, Governo greco ha l'onore di dichiarare alla Legazione d'Italia che basandosi sulle disposizioni del patto della Società delle Nazioni esso si rivolgerà a quest'ultima impegnandosi di conformarsi alle decisioni che essa adotterà». (Montagna a Mussolini, Atene, 31 agosto 1923, h. 3.00, ibidem)

Mussolini, rivolgendosi alle Rappresentanze Diplomatiche all'estero e al Delegato italiano al Consiglio della Società delle Nazioni, Salandra, dichiarava di ritenere la risposta greca equivalente al rigetto delle richieste italiane, ed affermava

«Tale ingiustificato atteggiamento pone l'Italia nella necessità di richiamare il Governo ellenico al sentimento delle sue responsabilità. Sono stati pertanto impartiti gli ordini per lo sbarco nell'isola di Corfù di un contingente di truppe italiane. Con questa misura di carattere temporaneo l'Italia non intende compiere un atto di guerra ma soltanto tutelare il proprio prestigio e manifestare la sua inflessibile volontà di conseguire le ripartizioni dovutele in conformità delle consuetudini e del diritto delle genti». (Mussolini alle Rappresentanze Diplomatiche italiane all'estero e a Salandra, Roma, 31 agosto 1923, h. 6.30, ibidem)

Frattanto, anche la Conferenza degli Ambasciatori decideva che gli Incaricati d'Affari britannico e francese ad Atene, Bentinck e Tripier, insieme a Montagna, presentassero una Nota Verbale collettiva di protesta al Ministro degli Esteri greco, con la quale la Conferenza stessa si riservava «di presentare domande di sanzioni e riparazioni che fossero necessarie» (Montagna a Mussolini, Atene, 31 agosto 1923, h. 21, ibidem). Mussolini giustificava poi l'occupazione di Corfù con

«L'impossibilità per lo Stato offeso di ottenere amichevolmente e con mezzi pacifici soddisfazione». (Mussolini alle Rappresentanze Diplomatiche italiane all'estero e a Salandra, Roma, 1° settembre 1923, h. 24.00, ibidem)

Poiché il 1° settembre 1923 la Grecia si rivolgeva al Consiglio della Società delle Nazioni, l'Italia dichiarava di ritenere l'organismo ginevrino incompetente ad occuparsi della controversia, che riguardava l'onore nazionale. In proposito, l'Ambasciatore italiano a Parigi, Romano Avezzana, riferiva a Mussolini di aver precisato al Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri francese, Poincaré, che

«L'Italia non intendeva rinunziare ad ottenere diretta soddisfazione dalla Grecia per uccisione suoi ufficiali. Non poteva infatti concepire che l'Italia avesse occupato Corfù per ottenere riparazioni attraverso altri». (Romano Avezzana a Mussolini, Parigi, 3 settembre 1923, h. 21.20, ibidem)

Nella seduta del 5 settembre 1923, la Conferenza degli Ambasciatori discuteva la risposta inviata il 1° settembre dal Governo greco alla sua precedente Nota Verbale, nella quale il Ministro degli Esteri greco definiva le riparazioni chieste dall'Italia «lourdes et de nature à porter atteinte à l'honneur et à l'indépendance de l'Etat hellénique» (Conferenza degli Ambasciatori, CA 225, Parigi, 7 settembre 1923, ASE, CPV, 318). Per il Delegato italiano, Romano Avezzana, come riportato dal verbale della seduta:

«Les affermations du Gouvernement hellénique justifient la demande d'enquête immédiate qui a été formulée par le Gouvernement italien et son exigence que cette enquête se poursuivît avec le concours de l'Attaché militaire à Athènes [?] [I]l est en principe disposé à accepter l'enquête Il désire, toutefois, se réserver la possibilité de solliciter des instructions en ce qui concerne les modalités selon lesquelles cette enquête devra être poursuivie» . (ibidem)

Il giorno successivo il Presidente della Conferenza degli Ambasciatori, Poincaré, inviava al Segretario Generale della Società delle Nazioni, Drummond, il seguente telegramma:

«La Conférence des Ambassadeurs, après avoir constaté que c'est un principe de droit international que les Etats sont responsables des crimes et attentats politique commis sur leur territoire, a mis immédiatement à l'étude les modalités de l'enquête». (All. B a Conferenza degli Ambasciatori, CA 225, Parigi, 7 settembre 1923, ibidem)

Il Delegato spagnolo al Consiglio della Società delle Nazioni, Quiñones de León, suggeriva, al riguardo, che il Consiglio proponesse alla Conferenza degli Ambasciatori una lista di riparazioni. Il Delegato italiano, Salandra, chiedeva allora:

«L'Italie n'a-t-elle donc rien à dire sur cette question des réparations? On pourra observer que l'Italie fait partie du Conseil, qu'elle a un délegué au sein du Conseil, comme elle a un représentant à la Conférence des Ambassadeurs. Mais alors que l'Italie affirme son droit de discuter la question des réparations qui lui sont dues pour le crime dont ses officiers ont été victime, le Gouvernement italien serait tenu à l'écart; le fond même de la question serait discuté par la Conférence des Ambassadeurs et le Conseil de la Société des Nations; [...] mon observation de fond est celle-ci; le Gouvernement italien ne peut pas admettre que la question de la mesure des réparations soit résolue par la Conférence des Ambassadeurs et le Conseil de la Société des Nations, sans intervention du Gouvernement italien». (ibidem)

Durante la successiva seduta la Conferenza degli Ambasciatori decideva quanto segue, su proposta di Romano Avezzana:

«La Conférence réglerait d'une manière uniforme les honneurs à rendre à la division navale italienne et aux bâtiments britannique et français et que d'autre part, pour marquer que le Gouvernement italien se trouve le principal offensé, la préséance serait donnée à la division navale italienne». (Conferenza degli Ambasciatori, CA 225, Parigi, 7 settembre 1923, ibidem)

Romano Avezzana svolgeva le considerazioni così riportate dal verbale della seduta:

«M. l'Ambassadeur d'Italie a fait remarquer qu'il importait de fixer à huit heures du matin, heure à partir de laquelle le salut est obligatoire, l'heure d'arrivée des bâtiments alliés en rade de Phalère. Les Puissances alliées souligneront ainsi leur intention de ne pas rendre les honneurs tant que le Gouvernement hellénique ne leur aura pas accordé les réparations auxquelles elles ont droit. [?] [A] exprimé la crainte que si l'on fixe dès maintenant à un maximum de 50 millions de lires le montant de l'indennité à payer par le Gouvernement hellénique, celui-ci n'ait plus intérêt à poursuivre le châtiment des coupables. [?] Ne doute pas que le Gouvernement italien évacuera Corfou dès qu'il aura obtenu satisfaction; d'autre part, [...] les réparations exigées par la Conference "couvront" les demandes de réparations de l'Italie». (ibidem)

La Conferenza degli Ambasciatori incaricava quindi i Rappresentanti di Francia, Gran Bretagna e Italia ad Atene di presentare a nome della Conferenza medesima al Ministro degli Esteri greco una Nota collettiva, con la quale si domandavano

«Au gouvernement hellénique les réparations et les sanctions ci-après énumérées: 1° Des excuses seront présentées par le plus haute autorité militaire hellénique aux représentants diplomatiques à Athènes, des trois Puissances Alliées dont les délégués font partie de la Commission de délimitation; 2° Un service funèbre sera célébré à Athènes, en l'honneur des victimes, dans la Cathédrale Catholique en présence de tous les membres du gouvernement hellénique; 3° Le jour du service funèbre, des bâtiments des trois Puissances Alliées arriveront en rade du Phalère, après huit heures du matin, la division navale Italienne en tête. La flotte hellénique saluera les Pavillons Italien, Britannique et Français à raison de 21 coups par Pavillon, aprés que les bâtiments des trois Puissances auront mouillé en rade du Phalère; Ce salut sera rendu coup par coup par les bâtiments alliés, immédiatement après le service funèbre, pendant la durée duquel les Pavillons de la flotte hellénique et des bâtiments des trois Puissance alliées seront en berne; 4° Les honneurs militaires seront rendus lors de l'embarquement à Prévéza des corps des victimes, par une unité hellénique avec drapeau; 5° Le gouvernement hellénique prend l'engagement d'assurer dans toutes les conditions de célérité désirables la recherche et le châtiment exemplaire des coupables; 6° Une commission spéciale, composée des délégués de la France, de la Grande-Bretagne, de l'Italie et du Japon sous la Présidence du delégué Japonais, contrôlera les opérations d'instruction et d'enquête poursuivies à cet effet par le gouvernement hellénique, lesquelles opérations devront avoir été effectuées au plus tard le 27 Septembre 1923; [...] 7° Le gouvernement hellénique s'engage à payer au gouvernement italien, pour le meurtre des ses délégués, une indemnité dont le montant sera fixé en procédure sommaire par la Cour Permanente de Justice Internationale de La Haye statuant sur le vu du rapport de la Commission dont il est question au paragraphe 6; ce rapport sera transmis à la Cour de Justice par la Conférence des Ambassadeurs avec ses appréciations; Le gouvernement hellénique déposera sans délai à titre de caution, à la Banque Nationale Suisse, une somme de 50 milions de "Lires" Italiennes; [...] La Conférence, prenant acte de ce que le Gouvernement Italien confirme que l'occupation de Corfou n'a d'autre objet que d'obtenir satisfaction aux demandes qu'il a présentées au gouvernement hellénique et de ce que ces demandes se trouvent couvertes par les conditions formulées ci-dessus par la Conférence, invite le Gouvernement hellénique à faire connaître sans délai, simultanément et séparément, à chacun des représentants diplomatiques des trois Puissances susdites à Athenes, son acceptation intégrale des conditions qui précèdent». (Nota Verbale della Conferenza degli Ambasciatori a Alexandris, Atene, 8 settembre 1923, all. a Montagna a Mussolini, Atene, 10 settembre 1923, ASE, P 1919-30, 1222)

Il 9 settembre, Mussolini diramava il seguente comunicato:

«Governo italiano ha preso conoscenza deliberazione adottata ieri Conferenza Ambasciatori circa sanzioni da imporre Grecia per massacro Delegazione Italiana pei confini albanesi. Regio Governo ha preso atto con soddisfazione fatto che domande rivolte alla Grecia da Conferenza Ambasciatori sono sostanzialmente identiche quelle che Italia aveva rivolto essa stessa direttamente alla Grecia il che dimostra che esse erano perfettamente eque. Governo Italiano considererà quindi come soddisfatte sue domande quando Grecia avrà eseguito in modo pieno e definitivo tutte richieste Conferenza Ambasciatori. Circa somma cinquanta milioni lire italiane da pagarsi alla Grecia è superfluo affermare che Regio Governo non ha mai pensato conseguire vantaggio finanziario in occasione inumano eccidio Missione Tellini ma che invece esigendo applicazione alto principio diritto internazionale universalmente riconosciuto ha chiesto pagamento penalità dovuta dallo stato responsabile. Soltanto dopo che Grecia avrà dato piena definitiva esecuzione sanzioni deliberate da Conferenza Ambasciatori dando così soddisfazione richieste italiane, Regio Governo conformemente sue precedenti dichiarazioni farà evacuare Corfù da forze italiane». (Mussolini alle Rappresentanze Diplomatiche italiane all'estero e a Lago, Salandra, Bongiovanni, Volpi di Misurata e Simonetti, Roma, 9 settembre 1923, h. 2.10, ASE, P 1919-30, 1221)

Lo stesso giorno, Alexandris rimetteva a Montagna una Nota Verbale con la quale il Governo ellenico accettava tutte le riparazioni chieste dalla Conferenza degli Ambasciatori. Romano Avezzana dichiarava peraltro alla Conferenza che

«Le Gouvernement italien n'évacuera Corfou que lorsque toutes les conditions posées par la Conférence des Ambassadeurs, y compris la punition et l'exécution des coupables, auront été remplies». (Conferenza Ambasciatori, CA 227, Parigi, 10 settembre 1923, ASE, CPV, 318)

Tre giorni dopo, peraltro, Romano Avezzana, di fronte alle pressioni dei Delegati britannico e francese, Crewe e Cambon, faceva la seguente dichiarazione:

«Dans son désir de témoigner de son attachement à la paix, le Gouvernement italien, conformément à ses déclarations réitérées, est résolu à évacuer Corfou et il a décidé de le faire le 27 septembre, date fixée par la Conférence des Ambassadeurs pour la fin de l'enquête hellénique. Mais si, à cette date, les coupables ne sont pas découverts, et s'il n'est pas établi que le Gouvernement grec n'a commis aucune négligence dans leur poursuite et leur recherche, le Gouvernement italien estime qu'il serait contraire à la morale et à la justice, ainsi qu'à la dignité de l'Italie que celle-ci renonçât aux gages dont elles s'était saisie pour avoir satisfaction, sans que satisfaction lui soit accordée. Il demande donc que la Conférence, prenant acte de la décision spontanée du Gouvernement italien relative à l'évacuation de Corfou à la date du 27 septembre, décide dès à présent que, dans l'éventualité ci-dessus visée, la Conférence infligera à la Grèce, à titre de pénalité, le versement d'une somme de 50 millions de lires à l'Italie». (Conferenza Ambasciatori, CA 230, 13 settembre 1923, ibidem)

Il 14 settembre 1923, i Ministri delle tre Potenze alleate ad Atene consegnavano al Ministro degli Esteri greco una nuova Nota Verbale collettiva, con la quale specificavano come avrebbe dovuto eseguirsi il versamento dei 50 milioni di lire a titolo di penalità nel caso in cui la Commissione internazionale di controllo avesse constatato la negligenza delle Autorità greche nell'inchiesta sull'eccidio della missione Tellini. Riguardo a tale nota, Romano Avezzana così telegrafava a Mussolini:

«Nella formula adottata occorre che la diligenza greca sia unanimamente constatata dalla Commissione di controllo. La Conferenza è già impegnata a comminare l'ammenda di 50 milioni quando questa constatazione non possa aver luogo. La Conferenza è un corpo politico atto a misurare le conseguenze di una interpretazione che violasse lo spirito dell'impegno preso». (Romano Avezzana a Mussolini, Parigi, 15 settembre 1923, h. 21.35, ASE, P 1919-30, 716)

Il 26 settembre Romano Avezzana informava Mussolini che la Conferenza degli Ambasciatori, dopo aver ricevuto il rapporto della Commissione e aver constatato che i colpevoli non erano stati ancora individuati, aveva deciso

«Qu'à titre de penalité, de ce chef, le Gouvernement hellénique payera au Gouvernement Italien une somme de 50 millions de lires italiennes». (Romano Avezzana a Mussolini, Parigi, 26 settembre 1923, ASE, P 1919-30, 1222)

Poiché la Grecia dava disposizioni perché i 50 milioni in deposito alla Banca nazionale svizzera fossero trasferiti al Governo italiano, Mussolini così scriveva, il 19 ottobre 1923, a Romano Avezzana e all'Ambasciatore a Londra, Tomasi della Torretta:

«Non vi è dubbio [...] che col versamento effettuato dalla Grecia dei 50 milioni, ammenda da cui essa fu colpita per la mancata diligenza nella ricerca dei colpevoli entro la data del 27 settembre ed a cui era stata subordinata la nostra evacuazione di Corfù, incidente politico italo-greco è definitivamante risoluto appunto con l'applicazione di una penalità di carattere politico. Ma la questione ha un duplice aspetto poiché la penalità suddetta applicata alla Grecia non può e non deve escludere che la giustizia abbia il suo corso normale non essendo possibile ammettere che un misfatto così grave rimanga impunito». (Mussolini a Romano Avezzana e Tomasi della Torretta, Roma, 19 ottobre 1923, h. 19.30, ASE, P 1919-30, 1225)

Note

[1] vedi anche: 1343/3 - L'eccidio della missione Tellini a Janina; 1443/3 - Gli incidenti italo-albanesi del 1921; 1478/3 - L'eccidio della missione Tellini a Janina;
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