1774/3 - Il piroscafo «Atlanta»

Il 18 maggio 1915, la Società austriaca di navigazione Fratelli Cosulich vendeva a Buenos Aires il piroscafo «Atlanta», di sua proprietà, alla Società Importazioni Carni di Venezia. Allo scoppio della guerra, l'«Atlanta» veniva requisito dalle Autorità italiane, non essendo ancora perfezionato il mutamento di nazionalità del piroscafo, che si riteneva, quindi, ancora austriaco. In seguito, essendo sorti fondati sospetti che la nave fosse stata oggetto di una vendita simulata allo scopo di cambiarne fraudolentemente la nazionalità, la Commissione delle Prede, con sentenza del 20 settembre 1919, la dichiarava buona preda di guerra e ne legittimava la cattura da parte dell'Italia. Nel 1921, la Società Importazioni Carni rivolgeva un'istanza al Governo italiano per ottenere il rilascio della nave e il pagamento dei noli percepiti per il suo utilizzo. Il 29 giugno 1921, il Ministro della Marina, Sechi, comunicava tali circostanze al Ministro degli Esteri, Sforza, ed esprimeva, al riguardo, il seguente parere:

«Considerato che l'Atlanta apparterrebbe a cittadini di nazionalità italiana - sia che si ritenga effettiva la vendita a favore della Società importazioni carni, (come gli interessati ancora affermano) sia che si persista a considerarla nave di proprietà dell'ex Unione austriaca di navigazione, ora Società Triestina di navigazione Cosulich (a favore della quale sono stati già disposti altri rilasci di navi o galleggianti) - lo scrivente non sarebbe contrario all'invocato provvedimento. Riterrebbe però che nulla debba essere dato dei noli, in quanto che si tratta di nave catturata, e non sequestrata. Tale criterio - d'altronde - è quello stesso fin qui applicato in occasione del rilascio grazioso, per atto di Governo, di altre navi catturate. Non parrebbe quindi conveniente, nel caso in esame, fare un'eccezione, tanto più che la posizione giuridica di queste navi è ben diversa da quella che caratterizza le navi sequestrate, per le quali soltanto è prevista la possibilità del rilascio dei noli (art. 4 del D.Lgt. n.1014 del 24 giugno 1915) [1] ». (Sechi a Sforza, Roma, 29 giugno 1921, ASE, Z, 252)

Note

[1] Leggi e Decreti, 1915, pp. 2920-2923. Vedi Seconda Serie, v. IV, casi n. 2695 e 2870.
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