35/1 - Gli effetti dell'approvazione della Convenzione di Berna del 1878

Intervenendo nella discussione in Senato sulla Convenzione di Berna del 17 settembre 1878 per la lotta contro la filossera, il Ministro dell’Agricoltura, Industria e Commercio, Majorana, osservava:

«Ritornando alla convenzione di Berna dirò com’io ritenga che la sua adozione, nella sussistenza delle cause per le quali seguirono i decreti regi e le relative leggi, contraddirebbe alle leggi medesime, le modificherebbe, anzi le derogherebbe. Ora, io non metterei giammai sulle mie spalle tanta responsabilità sottoscrivendo una convenzione la quale, implicando la cancellazione di leggi esistenti, nemmeno dev’essere sottoposta alla sanzione del Parlamento; quantunque io riconosca che una convenzione internazionale la quale non porti oneri, non esiga l’approvazione del Parlamento.
Secondo me, anche dall’aspetto degli oneri, una convenzione somigliante sarebbe gravissima; giacché, se non reca l’onere visibile sotto forma di diminuzione delle entrate delle finanze dello Stato, apporta di certo l’onere invisibile sotto forma di attentato alla ricchezza del paese; ed il Governo, che non ha potestà di distrarre un soldo dalle casse dello Stato, molto contestabilmente, secondo me, è abilitato ad assumersi la responsabilità di un grave mutamento dello stato di cose di fronte all’opinione pubblica ed allo stesso parere del Parlamento, il quale lo ha espresso in apposite leggi» (A.P., S., Discussioni, tornata 23 gennaio 1879, pp. 1183- 1184).